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FRINCROSS


Come tutti gli anni da ormai 35 anni (!!!) nel mio piccolo paesino che si chiama Frinco (AT) viene organizzata una gara di motocross da noi frinchesi che ci permette di dare due sane sgasate in piena estate, sempre ad Agosto, periodo in cui si svolge anche la festa del paese. La pista la”disegnamo” il sabato, sfruttando i pratoni in collina che questa bella zona ci offre e, devo dire, che è un gran lavoro! Tracciare la pista con il trattore, montare il cancelletto di partenza (da venti piloti), piantare picchetti e arrotolare fettucce…senza contare tutti gli impegni burocratici che conseguono. Ma a noi piace così e ci sacrifichiamo volentieri per il nostro amato Frincross che, in ogni edizione, riesce a riunire sempre un centinaio di piloti. Si si, avete capito bene! E’ una gara “seria” e per la logistica ci siamo appoggiati alla federazione AICS.
Per la prima volta in anni di gare ho dovuto portare un numero che a dire il vero…l’ho sempre sognato! L’1! Purtroppo nella mia attività di supermotard è un traguardo che non ho mai raggiunto ma qui, dato che vinco la gara da due anni, sono stato costretto a mettere. Solite scommesse con amici, battute e giochini…insomma mi hanno obbligato ad avere il numero #1. Qui la pressione saliva alle stelle perché il mio avversario era uno di quelli tosti, che non mollano mai, con un’esperienza da veterano e un fisico da ragazzino, che non ne vogliono sapere di dartela vinta, sia in gara che nella vita privata: mio padre Beppe! Gaspare avrebbe potuto essere un gran campione di motocross ma ai tempi non era ben seguito, aveva la testa da cavallo pazzo e non è che avesse una gran voglia di allenarsi. Il fatto che a 55 anni gira ancora così bene con la moto da cross (e quasi non suda) sta proprio a significare che lui c’è, ci sa fare, ha una gran tecnica e ancora oggi il giro superveloce non gli manca mica. Insomma, per me è un grande, un eroe delle due ruote. Nelle ultime tre edizioni non abbiamo mai potuto scontrarci dato che, per infortuni vari, o uno o l’altro era costretto a saltare la corsa in quel del Frincross. Ma quest’anno, finalmente, eravamo di nuovo fianco a fianco e vi posso dire che è un gran piacere.
Per chi volesse sapere del risultato finale…beh, c’è da divertirsi. In gara 1 parto davanti, lui secondo. Mi incalza tutta la manche ma non sferra mai l’affondo permettendomi di vincere; non lo saprò mai ma secondo me si è risparmiato, mi ha lasciato fare e si è tenuto bello fresco per gara due. La frase che mi ha sussurrato all’orecchio, al termine della prima manche fu bellicosa “Ragazzo, ricordati che per vincere l’assoluta conta la seconda manche…”. Il suo intento era chiaro e così siamo partiti per la finale con le idee chiare tutti e due: bisognava stare davanti. Gaspare parte in testa e io a ruota. Tira come un maledetto tutta la manche e ad un certo punto mi mette alle strette costringendomi a tirar fuori l’orgoglio “Ma come? Ho il numero 1 a Frinco e mi faccio battere dal vecchietto?”. Questo mi dà la carica per tirare fuori gli artigli e a due giri dal termine, in un curvino stretto, gli entro bello deciso pensando di avere vita facile; niente affatto, lui non molla, chiude la porta e arriva il contatto. Finiamo tutti e due fuori pista ma io ho l’interno e sono più lesto a rientrare. A questo punto mi involo verso l’ultimo giro. E’ quasi fatta e giungo al punto del contatto precedente. Conoscendo la bestia, mi metto bello stretto per evitare che il papi si vendicasse di quanto accaduto il giro precedente. Ecco, vado talmente stretto nello “sporco” che il davanti mi si chiude: pluf! A terra come un salame, un pollo, un asino o ciò che vi viene meglio da pensare. Mentre cerco di levarmi la moto di dosso Beppe si ferma, mi guarda e urla “alzati pirla!”. Quando tiro su la moto lui innesta la marcia e se ne va, tre o quattro curve ed ecco che a vincere fu Giuseppe Gaspardone. Nooo questa me la ricorderà a vita!
Ma, scherzi a parte, non potete capire quanto sia bello correre contro il proprio papà. Una vera fortuna, un’emozione che mai verrà dimenticata, una stretta di mano appena dopo il traguardo che vale molto e un secondo posto che, a differenza di tutti gli altri, non pesa!






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