Vai alla Home...



AD UN PASSO DAL TITOLO


Pleven – Eccoci qua, nel regno dell’asfalto! Qui è tutto così: pista, salti, whoops, paraboliche…tutto grigio, tutto asfaltato. Grigio come il cielo e le nuvole che hanno preceduto e circondato questo Supermoto delle Nazioni: come ben sapete è successo di tutto prima di arrivare in Bulgaria. Per me ed il mio compagno del Team Italia Bartolini, riuscire a partecipare a questa edizione del mondiale a squadre è stata una vera e propria impresa, salvata in extremis e con l’aiuto di alcune persone che hanno fatto la differenza. I nostri relativi Team, TDS il mio e Pergetti quello di Fabrizio ci hanno lasciato a piedi proprio alla vigilia di questo appuntamento. Se Mariani (terzo membro della nazionale azzurra) non è stato praticamente toccato dalla vicenda (in quanto pilota del Team gestito dal fratello) io, me la sono vista davvero brutta. Cinque giorni prima della partenza mi hanno comunicato il “licenziamento” e in men che non si dica ho dovuto arrangiarmi, lavorare fino a tarda notte per riuscire a trovare e completare con i relativi materiali racing due motociclette per poter continuare l’avventura nonché la stagione iridata tutt’ora in corso. Bene, in questo và un grandissimo ringraziamento al mio amico Max Gazzarata che mi ha messo a disposizione la sua moto e un grande appoggio morale per trovare gli stimoli che mi permettessero di continuare; sapete, questi continui stravolgimenti non fanno certo bene alla tranquillità del pilota. Così, dopo soli tre giorni, eccomi ad Ottobiano per testare la nuova moto (sempre Honda ma completamente differente dalla mia precedente) prima di doverla imbarcare (la sera stessa) per la Bulgaria. Pochi giri ma tanto impegno mi hanno permesso di adattarmi abbastanza velocemente al mezzo, ma senza alcuna possibilità di testare materiali, personalizzare tarature, ecc…quello che c’era era quello che in un modo o nell’altro doveva andar bene! Così, con mille punti interrogativi, ecco che mi appresto ad affrontare una corsa che mi emoziona particolarmente. Io sono un grande appassionato e tifoso, ho sempre corso per passione mia e di babbo che mi ha permesso di correre (da sempre!) in tutti i campionati: italiano, mondiale, regionale, Uisp e quant’altro. Mi hanno chiamato a fare il trofeo delle Nazioni, ma perché mai non ci sarei dovuto andare? Nessuno mi aiuta, faccio per conto mio, spendo soldi miei, per cui sono padrone delle mie scelte e credo che questo rimarrà per me un bel ricordo nonché una divertentissima esperienza. Peccato per il finale, non a lieto fine! Già, in questa occasione la sfiga ci ha preso di mira e abbiamo perso una vittoria che sembrava ormai nostra a pochi giri dalla conclusione! Ma procediamo per ordine. Parlo per me, arriva il momento di entrare in pista e i locali fanno impressione: mai visto quei tre girare così forte! Poco dopo ci viene confermato dall’organizzatore che questa per loro era la settima gara stagionale all’interno di questo bellissimo circuito che non risulta affatto facile da interpretare. Il grip è minimo e la velocità che devi tenere in quelle paraboliche infinite è notevole, completamente differente dagli standard che uno è abituato ad affrontare in un normale tratto di offroad. Cambia tutto e necessita di molta pratica per sfruttarla al meglio; fortunatamente arrivo alla domenica mattina con un buon feeling e il miglior tempo assoluto del warm up è il mio. La moto mi piace, mi trovo bene anche se non ho il feeling e la destrezza necessaria che assumi solo dopo ore ed ore in sella alla tua moto, quella con cui ci giri sempre. Finalmente arriva la tanto attesa gara 1 e per fortuna, ho gli stimoli giusti per dare il meglio di me stesso: parto terzo, alle spalle del locale Karanyotov e del giovane tedesco Becher (da tenere d’occhio perché ha le carte in regola per il suo futuro); prendo le misure e poi capisco che è il momento per attaccare e in pochi giri prendo il comando. Riesco a mettere un margine di sicurezza tra me e gli inseguitori e mi avvio verso quella benedetta bandiera a scacchi che non arriva più….finita, la pressione non mi gioca brutti scherzi e vinco la prima manche. Purtroppo ci sono solo 40 minuti prima del via di gara2 e il mio problema cronico all’avambraccio non mi aiuta di sicuro; cerco di partire con cautela ma la pista è resa incredibilmente viscida dal filler che ricopre metà del circuito. Grip zero e responsabilità che sale: qui un errore lo paghi caro, può costare il risultato di squadra e così la tensione e la ragione prende il sopravvento. Mi accontento del terzo posto che vale la vittoria individuale e che sancisce la fine del mio primo trofeo delle nazioni, ora sarò lo spettatore della terza manche, quella che assegnerà il titolo. Grazie al mio risultato e ad un 8° e 5° posto di Bartolini e Mariani, siamo in testa. Parte gara 3 con la tensione a 1000 (star fuori a guardare è peggio che correre) e dopo le prime curve tiro un bel sospiro di sollievo: Mariani è in testa e Bicio 8° mentre entrambi i bulgari (nostri diretti inseguitori) son dietro. Al secondo giro Mariotex cade e si lussa la spalla: out! Presi dallo sconforto, quasi togliamo lo sguardo dai monitor quando improvvisamente qualcuno nota lo score che indica che siamo ancora primi! Già, proprio cos’, Bartolini è 7° e con questo risultato siamo ancora ampiamente al comando; ricomincia un gran tifo per l’imolese fino a quando la sua Husqvarna decide di mollarlo a pochi giri dal termine…increduli, abbattuti, una sensazione di disperazione mai provata prima che ti taglia le gambe e ti lascia di stucco, senza parole. Dalle stelle alle stalle, il mondiale non è nostro e cadiamo pure giù dal podio. Medaglia di legno e quarto posto che non rende giustizia ai sacrifici sostenuti per essere qua. Ma il mondiale Supermoto ci attende, bisogna voltare pagina in fretta tanto con i se e i ma non si arriva da nessuna parte. La vittoria individuale rimarrà un ricordo indelebile così come l’avventura che ci ha portato ad un soffio dal titolo: grazie Bicio, grazie Mario, per una volta non siamo stati avversari e comunque sia finita, è stato bellissimo lo stesso!



Paolo Gaspardone




CLASSIFICA PER NAZIONI

1- GERMANIA (Becher S1 – Joannidis S2 – Deitenbach OPEN)
2- BULGARIA (Karanyotov S1 – Georgiev S2 – Tonchev OPEN)
3- FINLANDIA (Kingelin S1 – Toronen S2 – Jauhiainen OPEN)

4- ITALIA (Bartolini S1 – Gaspardone S2 – Mariani OPEN)


INDIVIDUAL WINNERS

Julian Becher S1
Paolo Gaspardone S2
Ruben Retuerta de Diego OPEN






Copyright 2008 PaoloGaspardone.it - Tutti i diritti riservati