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GP Austria : FORZA NESTOR

Tutti con il cuore in gola a vivere con la pelle d’oca quei momenti interminabili trascorsi appena dopo la terribile caduta. Quasi tutti noi piloti, meccanici e team manager eravamo riuniti in pit lane ad attendere notizie incoraggianti, visto che si aggiravano già voci da far venire i brividi. Solo quando l’elicottero di soccorso si appresta a decollare per trasportare Nestor in ospedale ci viene comunicato che non è in pericolo di vita ma che verrà trattenuto in coma farmacologico fino a tempo ancora indeterminato. Il punto dove lo spagnolo è caduto l’avevo già annotato tra i pericolosi durante il giro a piedi per visionare la pista. Come molto spesso accade nelle gare della Supermoto il pericolo è tanto e la sicurezza dei piloti viene trascurata: so che organizzare gare di supermotard non è facile perché ci sono diverse problematiche da affrontare ma troppo spesso ci troviamo ad affrontare tracciati dove quasi non esistono vie di fuga, dove per un errore o per causa di un possibile guasto della moto può capitare di trovarsi catapultati in un’altra corsia della pista o contro ostacoli inamovibili protetti da qualche balla di paglia. Solo quando succedono cose di questa gravità ci si sofferma a fare delle riflessioni ma la colpa è nostra, siamo noi piloti che corriamo. Visto che chi disegna e omologa le piste evidentemente non si rende conto del pericolo che si corre a sfrecciare in sella ad una moto da corsa, è compito mio e dei miei colleghi farci valere, far presente le nostre opinioni e i nostri punti di vista sulla sicurezza, sulle situazioni a cui andiamo in contro. Dobbiamo unirci per questo, perché la pelle è la nostra; la vita è una sola e sarebbe davvero bello godere di una maggiore considerazione.
Anche se tutto il resto passa in secondo piano, applausi a Gozzini e Lazzarini che si aggiudicano l’ennesimo GP. Per il sottoscritto, invece, il Gran Premio parte in salita a causa delle convulse qualifiche del sabato: due rovinose cadute danneggiano la mia Husaberg e non riesco a portare a termine nemmeno un giro cronometrato! Risultato: penultimo tempo e partenza dal fondo dello schieramento. Pazzesco, non mi era mai capitata una cosa del genere e il sabato sera sono davvero giù di morale. Per fortuna i ragazzi e le ragazze del team non mi mettono sottopressione o accusa, anzi… Si prende la cosa sul ridere, con un atteggiamento positivo e per questo voglio ringraziare il mio team manager Fabio Mandelli che non mi ha fatto sentire a disagio. La domenica mattina sono carico come una molla, ho voglia di dare il meglio. Buon sesto tempo nel warm-up disputato di nuovo sull’asciutto ma con la pista sporchissima. In gara uno parto bene faccio una buona progressione che mi porta nella top ten, al nono posto finale. Nella seconda manche non sono fortunato in partenza e rimonto fino alla dodicesima posizione. Peccato perché i tempi sul giro sono ottimi, a ridosso del podio, ma sorpassare in questa pista è impresa ardua..
Torno un momento su Jorge. Nestor abita a venti minuti da casa mia nei periodi in cui si sofferma in Italia e siamo amici, ci sentiamo spesso e quando possiamo ci alleniamo insieme; il nostro nome in codice, quando ci chiamiamo, è cabro’n (si legge cabròn, di chiara derivazione spagnola). Solo qualche settimana prima della gara eravamo a cena insieme e parlavamo del nostro futuro, con quali team eravamo in contatto e in che categoria correre l’anno prossimo…ecco, mi sento di dire: ”Forza cabro’n, rimettiti al più presto che dobbiamo tornare in quella pizzeria perché mi devi dire con che moto ti schiererai al via della prossima stagione!”.

Paolo Gaspardone


CLASSIFICA CAMPIONATO MONDIALE
- 1° Adrien Chareyre 228pt
- 2° Davide Gozzini 222pt
- 3° Gerald Delepine 171pt
- 9° Paolo Gaspardone 100pt



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